Avvolto in un velo bianco sono nato
e da bambino cresciuto riservato,
da uomo sono stato osteggiato, offeso,
deriso e poi ripreso e solo oggi amato.
STIGMATE, portate con amore, per cinquant'anni,
visibile il dolore, tangibili ferite del Signore,
Le sale a consolare, i gemiti del cuore.
E nel confessionale dell'antica chiesa di un convento,
ho ascoltato il mio e l'altrui tormento.
Leggendo nei cuori gli intimi segreti,
di tanti uomini, a volte preti.
Io ti seguirò ovunque tu andrai e sempre più spesso,
vagherò con te nell'universo,
come una farfalla senza meta,
nelle tue braccia sulla stella cometa.
Nel tribunale della confessione (STIGMATE),
a volte ho negato (STIGMATE), l'assoluzione,
ma uno dopo l'altro son tornati,
da ogni condizione (STIGMATE), liberati.
Così verrà la luce, nella notte della vita,
per fare sanguinare la ferita ed io mi siedo qui
su questa porta, per aspettarvi ed amarvi, ogni volta.