Al confessionale

Al confessionale

Era la festa di quella via
poeta o Santo, non sò chi sia.
L’ho conosciuta ed è stata mia
senza vergogna e ne ipocrisia.

Sulla coscienza madre e brucia.
“Quante volte?” “Tante!”

Hai tu paura? Lei disse: “No!”
sò che voleva piangere.
Già le sembrò, di peccare un pò;
non c’era vocazione.

Io, vorrei pulire la mia anima
da quello sguardo, che mi scruta ancora.
Quegl’occhi lucidi, che ti chiedevan già: “Perdono!”
e non sapevano neppure, il nome mio.
Io, vorrei pentirmi delle mie bugie
pietose frecce, che ho lanciato al cuore.
E l’ho colpita senza dirle mai: “Amore”;
piccola gemma, che mi stà aspettando lì. (…ancora)

Fu solo un gemito di poesia
soave come una litanìa.
Timido intreccio di fantasia
senza malizia alcuna.
Col corpo e spirito in armonia;
non c’era l’intenzione.

 

Scuola di Inglese Roma

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